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Esempio n° 2: Cliente due S.V. 53 anni, Unicredit.

Premessa.

Il cliente, figlio di un mio assistito, mi ha chiesto un parere sul suo portafoglio, di fronte ad un patrimonio già differenziato in molti aspetti su elementi non mobiliari. Il cliente era certo di aver costruito con la sua banca un investimento ottimale nella sua distribuzione. Il montante conferito, di 250.000 euro, era senz'altro sufficiente per un adeguata diversificazione che, in qualche modo, era stata realizzata, per quanto con diversi limiti generati non soltanto dalla presenza di fondi emessi da un solo emittente.

Qui di sotto la situazione del cliente su Unicredit, come da estratto.

ecunicredit

Considerazioni

La prima, evidente, considerazione nasce dal fatto che, con tale somma a disposizione, la diversificazione appare decisamente ristretta. Non soltanto due soli comparti di azionari, ma di somme elevate per il singolo comparto, quando una diversificazione più attenta avrebbe permesso al cliente di cogliere opportunità importanti sia su mercati assenti da questo imvestimento, penso al mercato cinese o del Giappone ma anche a diversi fondi settoriali, high tech, robotics, climate changes, water, solo per fare alcuni esempi. Anche la diversificazione obbligazionaria è alquanto arbitraria, poichè il consulente ha preferito affidarsi ad una serie di fondi "return", dove non ci si prende alcuna responsabilità su quale fronte obbligazionario prediligere. Infine un 15% in monetario puro, scelta fin troppo prudente per un periodo che, a causa dei tassi di interesse decisamente bassi, tende a penalizzare fortemente investimenti di puro mercato monetario con duration inferiore ai 3 mesi. Diciamo che di fronte a questa somma, l'operatore avrebbe potuto realizzare ben altro portafoglio, diminuendone il rischio e aumentandone la capacità reddituale. Comunque, vediamo nel dettaglio ogni singolo fondo nella lista qui sotto, con i rendimenti negli ultimi 5 anni.

 

PORTAFOGLIOUNICREDITDAROTTAMARE.JPG

Analisi

 

Al di là delle alterne fortune di alcuni fondi obbligazionari, e della prevedibile depauperazione delle valorizzazioni del monetario, quello che davvero colpisce è la scarsa redditualità del fondo azionario europeo, assolutamente sotto benchmark, e non solo di pochi punti. Anche qui, senza procedere a nessuna nuova composizione del portafoglio suddividendone gli asset per una diversificazione assai più efficace, ho attivato anche qui il check up finanziario e la rottamazione del portafoglio in strumenti finanziari identici nel loro rischio, comparto di investimento e duration, per costatare da subito quale rendimento fosse possibile generale dalle stesse scelte prese in partenza. Come abbiamo visto, il portafoglio targato prodotti Unicredit, ha offerto rendimenti modesti, un 1,84 su base annua, l'11,16 a cinque anni. Vediamo il risultato con il rottamatore, limato poi da scelte individuali basate sulla mia personale esperienza.

uniproposto

Rendimenti a confronto e valutazioni specifiche

 

Anche in questo caso, usando 6 emittenti diversi, alcuni specificatamente specializzati in determinate aree geografiche, ci hanno portato a realizzare un rendimento 4 volte maggiore da quello del portafoglio di partenza. Carmignac gestions, per fare un esempio, è fortemente specializzata in investimenti nell'area euro e nel fixed income, così come Janus Henderson ha una lunga tradizione nella capacità gestionale di fondi bilanciati. In complessivo, il nostro cliente, con i suoi 250.000 euro, mantenendoli nel portafoglio originario, dopo 5 anni avrebbe realizzato un guadagno di  27.900 euro mentre, con il portafoglio ottimizzato il rendimento in euro si sarebbe attestato a 104.275 euro. sottolineo che, su base mensile, il cliente avrebbe guadagno in più 1.270 euro al mese, uno stipendio di un lavoratore medio. In tutto questo manca tra l'altro il passaggio successivo: investire genericamente 50.000 su un azionario USA, per quanto redditizio, non offrirà mai gli stessi guadagni che avrebbero quei 50.000 se suddivisi in fasce: una parte in Large Cap Value, una parte in middle and small caps, una parte in aziende che operano nel settore tecnologico e dei media. Non solo una scelta fra diversi gestori, ma anche l'opportunità di diversificare il rischio in classi che possano cogliere con maggiore precisione il "momentum" del mercato.

Di seguito il grafico a confronto dei due investimenti, la loro diversificazione e il VAR calcolato a 5 anni sul portafoglio, a completamento del quadro dei due investimenti

CONFRONTORENDIMENTIPORTAFOLGIGRAFICO.JPG
DIAGRAMMARISCHIORENDIMENTO.JPG
DIAGRAMMARISCHIODIVERSIFICAZIONE.JPG

Ma tutta questa offerta, quanto costa al cliente?

 

In molti temono che rivolgersi ad un investitore professionale per l'organizzazione e la consulenza sui propri investimenti abbia un costo proibitivo, tale da azzerare i maggiori guadagni generati dai diversi investimenti scelti. Niente di più errato. Le spese sostenute dal cliente sono le stesse, sia che si acquistino i fondi da Unicredit, o da un altra banca retail, sia che tale investimento venga curato con un professionista del risparmio tramite Fideuram. I costi di gestione infatti, impliciti nella valorizzazione dei fondi, sono già compresi nei rendimenti sopra rilevati e spesso risultano addirittura essere inferiori rispetto a quelli dei normali fondi retail. Verificate voi stessi, anche semplicemente iscrivendovi all'area clienti di questo sito per accedere alle tabelle di raffronto dei costi.

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